Il noir al cinema nasce come un sottogenere delle pellicole gialle e ha la sua massima popolarità negli Stati Uniti, nell’arco che va dagli anni ’40 agli anni ’50. Caratterizzato da un’atmosfera cupa e da un’ambientazione urbana, il film noir si distingue per l’utilizzo del bianco e nero e per i personaggi tipici e standardizzati.
Le origini delle pellicole noir
Il cinema americano degli anni ’30 raffigurava, attraverso il filone dei gangster movies, una società messa in ginocchio dalla grande depressione e in preda alla criminalità organizzata. Le atmosfere scure e i personaggi malsani di queste pellicole sono le basi dei “film noir”, termine nato in Francia nel secondo dopoguerra, con l’arrivo in Europa dei film americani girati negli anni ’40. Le prime opere di genere noir sono considerate “Lo sconosciuto del terzo piano” (1940) con Peter Lorre e “Il mistero del falco” (1941) con Humphrey Bogart. Le storie di queste pellicole sono tratte direttamente dai romanzi “hard boiled” e “noir” della letteratura americana del periodo, ma la messa in scena riprende l’espressionismo tedesco, il movimento cinematografico degli anni ’20 che ha tra i suoi esponenti Friedrich Wilhelm Murnau e Fritz Lang (che abbandonata la Germania nazista, si rifugiò negli Stati Uniti girando diversi film noir). All’interno di questi film prendono vita personaggi ricorrenti e stereotipati come il detective privato, la femme fatale, il giornalista, l’assassino e il gangster.
Il neo-noir
Terminato il periodo d’oro del cinema noir, il genere ha subito diverse contaminazioni, modificando e aggiornando i contenuti delle storie, lo stile registico e la messa in scena. Il neo-noir arriva sul grande schermo a partire dagli anni ’70 con “Il lungo addio” (1973) di Robert Altman, “Chinatown” (1974), “Bersaglio di notte” (1975) di Arthur Penn. Con questo ritorno di genere nascono nuove tematiche come le crisi d’identità, le implicazioni sociali e lo sviluppo tecnologico. Spariscono i personaggi ricorrenti ma rimangono le atmosfere, come in “La conversazione” (1975) di Francis Ford Coppola e Taxi Driver (1976) di Martin Scorsese. A partire dagli anni ’80 il noir si incrocia e si fonde con altri generi, come nel capolavoro di fantascienza “Blade Runner” (1982) di Ridley Scott.
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Il Premio Fantascienza.com è stato un concorso letterario per romanzi inediti di fantascienza promosso dal portale web fantascienza.com e dalla casa editrice Delos Books. Tale premio è rimasto attivo dal 2002 al 2006 con quattro edizioni, venendo poi sostituito dal Premio Letterario Odissea, attualmente alla sua quinta edizione.
Il noir (che significa “nero” in francese) è un genere letterario nato negli Stati Uniti intorno agli anni ’20, di diretta derivazione dal giallo e dal poliziesco. A differenza del giallo, il genere noir è meno sentimentale, più realista e trasgressivo, contraddistinto da elementi come violenza e sesso.
Il cinema di fantascienza nasce e viene riconosciuto propriamente intorno agli anni ’50, ma gli elementi che contraddistinguono questo genere (invenzioni tecnologiche e teorie scientifiche, divagazioni oniriche e nel fantastico, rappresentazioni di futuri possibili), sono presenti fin dalle prime pellicole cinematografiche.
Giampietro Stocco è un giornalista e scrittore di genere noir e fantascienza. Nato a Roma il 13 agosto 1961, vive e svolge la sua professione di giornalista a Genova. Stocco ha pubblicato attualmente cinque romanzi: Nero Italiano (2003); Dea del Caos (2005); Figlio della Schiera (2007); Dalle mie ceneri (2008); Nuovo Mondo (2010).