Le cronache ucroniche di Giampietro Stocco
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Eclisse 2000
di Claudio Asciuti

  • Claudio Asciuti, 50 anni, genovese, è forse una delle voci più originali della fantascienza italiana. Anticonformista, ribelle, aristocratico, pungente, coltissimo. Nel 1999 vince il Premio Urania con "La notte dei pitagorici". Tra poco, per i tipi di Fanucci, uscirà il suo thriller Marizai. Con questa recensione inizia la sua collaborazione con The Uchronicles



  • LINO ALDANI
    Eclisse 2000
    Pag. 326, euro 4,90
    Urania collezione n.044, settembre 2006, Mondadori


    I riconoscimenti ufficiali (dove l'ufficialità è quella della grande editoria) giungono sempre: tardivi, lenti, ma giungono… Anche per gli autori italiani, ostracizzati dalla famigerata coppia Fruttero-Lucentini per anni, costretti ad attendere la gestione Montanari e poi quella Lippi per far capolino sulla scena di Urania. Così, dopo tanti vincitori del premio omonimo più o meno conosciuti, tocca a un grande come Aldani, che avrebbe diritto almeno alla pubblicazione dell'opera omnia. Il volume è il primo di autore italiano a essere inserito in Urania collezione e fianco a fianco con i numi tutelari della science fiction, e raccoglie un romanzo e tre racconti, di cui, uno, Trentasette centigradi (pubblicato per la prima volta nel 1963 nel n.4 di Futuro, ndr.), detiene di buon diritto un posto importante nella storia della fantascienza italiana ed europea. Racconto di impronta sociologica, narra la storia della Esculapiocrazia, di un mondo futuro in cui la medicina e gli enti mutualistici diventano i veri gestori del potere e non appare per nulla datato, anzi, quel mondo sembra frutto dell'intelligenza degli odierni legislatori. Gli altri racconti, Sheol (1960) e Labyrinthus (1998), rappresentano due aspetti della poliedrica scrittura di Aldani: il primo, una storia piuttosto tradizionale di alieni e utopie, comprime nello spazio di un racconto temi adatti a un paio di romanzi, risulta un po' sbilanciato nella stesura, e come nota lo stesso autore, non è scevro di ingenuità; il secondo è un diario ironico e sperimentale, pieno di innovazioni linguistiche, scritto dall' ospite di una clinica per individui dotati di poteri paranormali. Ma il pezzo forte dell'antologia è il romanzo breve che dà il titolo alla raccolta, Eclisse 2000 (1979), un apologo sul potere e sul suo mantenimento, una specie di rivisitazione fantascientifica, sebbene meno tragica, del concetto di accerchiamento staliniano, in cui alcuni temi classici (astronave generazionale, guerra atomica, società gerarchica) vengono svecchiati e reimmessi nella trama: era la fine degli anni settanta, e per Aldani iniziò una seconda (fantascientifica) giovinezza, in un' ottica sempre più speculativa e meno scientifica: basti pensare a Quando le radici (1977), accusato, di volta in volta, di "neorealismo" o di "pavesismo", per scorgere in Eclisse 2000 il naturale prolungamento, dalle tinte molto dickiane e debitrici ad Huxley per un ennesimo "mirabile mondo nuovo", di questa tendenza "umanista" che oramai va via via disparendo.


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