Lo scrittore inglese di fantascienza Barrington J. Bayley è morto all'etè di 71 anni. Era malato di cancro all'intestino.
Bayley (che era solito usare anche gli pseudonimi Alan Aumbry e P. F. Woods) era un maestro nel narrare i viaggi
spaziotemporali. Si dice che si lasciò ispirare da Isaac Asimov, ma secondo noi doveva molte delle sue trovate all'
originalissimo scrittore americano Larry Maddock.
Bayley esordì nel 1954 pubblicando short stories sul Vargo Statten Science Fiction Magazine. Poi passò a scrivere per
la rivista New Worlds. Tra i suoi romanzi più fortunati: Le vesti di Caean (tradotto in italiano dall'editore Nord),
La caduta di Cronopolis, Rotta di collisione, La grande ruota e Dai bassifondi di Klittmann City (tutti tradotti da
Mondadori). (The Fall of Chronopolis, 1974) descrive il conflitto tra l'Impero Cronotico
(la cui flotta viaggia nella quarta dimensione) e le astronavi dell'Egemonia, nel futuro al di là dell'Era
della Desolazione. L'Egemonia sta tentando di alterare il rapporto passato-futuro in maniera definitiva, creando
versioni alternative della realtà, e bisogna quindi fermarla... Questo, che è considerato il capolavoro di Barrington
J. Bayley, ricorda da vicino le vicende dell"agente di T.E.R.R.A." Hannibal Fortune raccontate da Maddock nei primi
Anni Sessanta. Al contrario di Maddock però Bayley era tutt'altro che propenso all'umorismo; semmai era l'ironia
(spesso amara) la sua arma migliore. E non amava neppure l'happy end. Insieme a Michael Moorcock (suo amico,
che gli concesse molta visibilità sulle pagine di New Worlds) e a J. G. Ballard, è spesso citato come uno
della triade inglese che cercò di rinnovare la fantascienza rompendo con la tradizione. Influenzò diversi autori
delle nuove generazioni, tra i quali Brian Stableford e Bruce Sterling.
Gli ultimi tre romanzi di Bayley sono apparsi nel 2002: Age of Adventure, The Great Hydration e The Sinners of Erspia.
Gli ultimi suoi racconti sono invece stati pubblicati nel 2003 nel volume collettivo Fantasy Annual 5.