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American Empire: The centre cannot hold
Come sarebbe stato il fascismo se invece che in Europa fosse nato in America? E' la domanda
alla quale cerca di rispondere Harry Turtledove in questa seconda puntata di American Empire, la trilogia
che segue quella della Great War. Ci ritroviamo nel 1924 e mentre gli Stati Confederati cercano
di riprendersi dalla superinflazione che li ha colpiti dopo la disfatta, gli USA vincitori della
Prima Guerra Mondiale alternativa cominciano a sperimentare la galoppata corrispondente del mercato
azionario: si arricchiscono tutti, compresa la nuova classe dirigente socialista guidata da Hosea
Blackford, marito di Flora Hamburger e nuovo presidente USA dopo il doppio mandato di Upton
Sinclair. Ma è una bolla di sapone, alla corsa segue il brusco arresto e la depressione. Una
depressione nera, che si riflette ancora più nera anche a sud, dove sta nascendo qualcosa di
molto nuovo e insieme molto familiare: dopo dieci anni di frigorifero, seguiti all'assassinio
di un presidente confederato, si riaffaccia il Freedom Party, grazie soprattutto ai discorsi che
il leader Jake Featherston comincia a trasmettere attraverso il nuovo e potentissimo mezzo di diffusione
che è la radio. La vecchia classe politica trema. Il Freedom Party è sempre più organizzato secondo
un livello legale e uno parallelo, illegale e squadristico: l'obiettivo è la conquista del potere,
non importa se per vie legali o altro. Tutto il libro si dipana intorno a questa vicenda, mentre
gli spettri della guerra si riaffacciano: il Giappone sferra un attacco aereo a Los Angeles e si accende
un violento conflitto navale con gli USA. Il Canada continua a essere occupato dagli americani,
ma Jonathan Moss riesce a vincere le resistenze della patriota Laura Secord e a sposarla: diventerà presto
un avvocato specializzato nel difendere canadesi peseguitati dalle autorità occupanti. Questo succede
ad Arthur, Ontario. Sarà ricompensato dall'amore della sua futura moglie che, preoccupata
perché è venuta a sapere di una prossima insurrezione antiamericana, glielo riferisce.
Ma nel lontano Manitoba c'è chi prepara la vendetta: è Mary, la figlia di
Arthur MacGregor, il bombarolo beffato dalla sua vittima più prestigiosa, quel generale Custer che,
anni prima, vistasi arrivare contro una granata, l'ha afferrata al volo e l'ha rilanciata contro l'attentatore,
uccidendolo. Mary vuole vendicare il padre e il Canada che patisce il tallone USA. Ma chi colpire?
I traditori, coloro i quali fanno fallire una rivolta denunciandone in anticipo i responsabili...
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