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Il tango di Sergio Gaut

  • Sergio Gaut vel Hartman è nato nel 1947 a Buenos Aires. Scrittore di fantascienza, ha creato e diretto la rivista Sinergia, successivamente ha diretto Parsec e quindi ad Axxon, ezine di cui è al momento direttore letterario. Formatosi su autori come Salgari, Verne, Stevenson,Siri, London, Wollheim, Wells, Swift, è poi passato alla fantascienza pura, con Bradbury, Sturgeon,Bester, Ballard, Vonnegut, Lem e Dick. Tra i libri pubblicati,Cuerpos Descartables(Minotauro, 1985) e Las Cruzadas (Editorial Circulo Latino, 2006), più varie antologie.


  • Sergio, tu sei scrittore di fantascienza in Argentina. Che cosa significa questo? Un impegno particolare?


    Se comprendo bene quello che vuoi dire, la risposta è sì, o addirittura più di un impegno, una cosa donchisciottesca, una stravaganza. Scrivo fantascienza da quarant'anni e ho cominciato a pubblicare trentasei anni fa. Durante questo tempo ho tentato di costruire una carriera personale e, nello stessto tempo, di definire il mio campo, spiegare quello che scrivo, perché definire fantascienza "tutto" ciò che scrivo è perlomeno inesatto. O forse il fatto è che nello stesso tempo ho dovuto essere scrittore e teorico. E poiché è stato necessario procurarmi spazi per pubblicare ciò che ho scritto, sono anche stato, periodicamente, editore.


    Che ruolo ha svolto nella tua formazione di scrittore e in quella dei tuoi colleghi latinoamericani di genere fantastico la figura di Jorge Luis Borges?

    Nel mio caso, l'influenza è stata scarsa. Rispetto Borges, ma non
    mi interessa particolarmente. La letteratura di Borges non è quasi mai specualtiva, a parte alcune sporadiche occasioni. A lui interessavano i segni occulti in biblioteche nascoste e lo faceva con occhi da iniziato e in maniera quasi esoterica. Invece io ho un senso ludico del reale e i miei romanzi sono come un balzo di un cavallo in questo scenario. In questo senso posso dire poco anche dei miei colleghi: quando si nota in loro l'influenza di Borges, è perché lo hanno digerito male, e allora sembrano copie di Borges; quando invece lo hanno digerito bene e non se ne nota l'influenza; infine, Borges può non notarsi affatto in loro, perché sono loro a essere se stessi, e in questo caso non è più importante se Borges ha influenzato la loro formazione o meno.

    Tu cui il sito di Axxon. Ce ne puoi parlare?


    Al momento Axxon è un sito web e una rivista. La direzione generale è di Eduardo J.Carletti e io sono il selezionatore di testi, il direttore letterario, il manager, insomma, ancora non ho deciso cosa è più giusto dire di me. Quando Axxon è nata, nel 1989, era la priva rivista di lingua spagnolaedita su supporto informatico. Molte cose sono successe in questi diciassette anni. Posso subito dire che abbiamo allargato in maniera esponenziale la base degli scrittori con cui siamo in contatto. All'inizio c'erano solo appassionati, però col tempo abbiamo messo insieme racconti brevi e lunghi di scrittori professionisti e, ultimamente, teniamo ad avere visite regolari di grandi scrittori, come nel caso di Mike Resnick e come presto accadrà con altri. Stiamo lavorando anche affinché ci siano più traduzioni, non solo di scrittori anglosassoni, ma anche di paesi latini, come Italia, Francia, Portogallo e Brasile, o paesi esotici come la Slovacchia, la Croazia, la Lituania, la Russia, Israele o l'India. Questo non significa che non stiamo continuando a pubblicare nuovi autori emergenti in Sudamerica. Pubblichiamo una media di venti racconti al mese e facciamo in modo che ogni mese debuttino tre o quattro scrittori, molti dei quali nati nel nostro bacino di scrittura creativa.


    Fantascienza e ucronia, due generi imparentati. Quali i temi più significativi per entrambi in America Latina?


    La nostra scarsa convinzione nell'abbordare in modo "hard" i temi in cui si richieda tecnologia d'avanguardia o investigazione scientifica ha fatto sì che in America Latina predominino le trame ucroniche in cui si costruiscono scenari alternativi riguardanti la conquista e la colonizzazione del continente durante i secoli XVI e XVII. Sono state anche scritte ucronie sulla Guerra d'Indipendenza, i periodi di anarchia che hanno vissuto tutti i paesi della regione, sulle guerre civili fra i paesi giovani, sui tiranni e i dittatori. Parlando di XX secolo, c'è una serie di personaggi decisivi che servono da punto di divergenza per ucronie molto interessanti: Emiliano Zapata, Carlos Gardel, Juan Domingo Perón. Ci sono ottimi temi da esaminare quasi in ognuno degli episodi letterari che hanno ipotizzato una brusca divergenza nella nostra storia. Tuttavia, nello stesso tempo è nota la preoccupazione sui temi sociali e politici, ciò che deriva dall'insicurezza e dalla paura della repressione (che è stata ben reale nei nostri paesi in decadi recenti). Esiste una genuina inquietudine per il futuro del pianeta, interessano i temi ecologici, lo sfuttamento delle risorse non rinnovabili, la contaminazione, i rifiuti radioattivi, la differenza sempre più ampia tra minoranza ricca e la maggioranza dei poveri. nei nostri scritti sono presenti anche gli effetti della tecnologia dei Paesi sviluppati sulle condizioni di vita nel cosiddetto Terzo Mondo, dove la gente viene sfruttata come topi in un laboratorio per vari esperimenti biologici, sociologici, psicologici.

    Proviamo a fare gli ucronici: cosa sarebbe successo se il golpe del '73 in Cile non fosse riuscito? ;-)


    E' una domanda molto interessante e merita un'elaborazione più approfondita della risposta nuda e cruda a una domanda come questa, senza investigare a fondo le circostanze storiche. Tuttavia, se Allende avesse potuto contrastare il golpe di Pinochet mantenendosi così al potere, si sarebbe potuta accendere la fiamma di una rivoluzione su scala continentale. Bisogna tenere conto che nel marzo 1973 salì al vertice in Argentina un governo peronista rivoluzionario. Si può immaginare un Perón che non viri a destra se Allende fosse rimasto al vertice in Cile. Le forzedella "Tripla A", la sinistra organizzazione parallela comandata da José López Rega, lavoravano in combinazione con la DINA cilena, e il piano era lo sterminio sistematico degli oppositori di sinistra. Ciò nonostante, Perón si era avvicinato a sinistra nei primi anni Settanta. Che cosa cambiò? Fu solo l'effetto del golpe in Cile, oppure fu Perón a cambiare? E' lecito pensare che le forze sotterranee sono molto più potenti degli uomini che si credono capaci di utilizzarle per i propri scopi.


    ... E cosa sarebbe successo se i militari non avessero preso il potere in Argentina nel 1976?


    Questo è in stretta relazione con quanto abbiamo discusso poc'anzi. Sarebbero dovuti cambiare molti fattori per evitare che ciò succedesse. A quanto ho già detto posso aggiungere: se Perón non fosse arrivato al potere già ammalato nel 1973 (morì l'anno dopo); se le Forze Armate non avessero avuto vocazione di classe e non fossero state ferocemente antiperoniste; se i rivoluzionari argentini come i Montoneros fossero stati rivoluzionari veri come quelli dell'ERP o i Tupamaros uruguaiani e non gruppi fascistoidi distaccati dalla rivoluzione. I capi dei Montoneros erano corrotti esattamente come i militari e come loro assassinarono tanta gente. La storia segue il suo corso a partire dalla volontà dei singoli individui. Chiaro che si può speculare come esercizio romanzesco, ma in alcuni casi è impossibile.

    Quali i nomi più significativi del fantastico latinoamericano oggi come oggi?

    Carlos Gardini, Liliana Bodoc, Eduardo J. Carletti, Alejandro Alonso, Saurio, Jorge Baradit, Luis Saavedra, Jorge De Abreu, Yoss, Vladimir Hernández, Juan Pablo Noroña, José Luis Zárate, Gerardo Horacio Porcayo. Tuttavia ci sono molti nuovi nomi che faranno parlare di sé nei prossimi anni, autori sotto i 35 anni che aspettano la propria opportunità per mettersi in luce: Fabio Ferreras, Hernán Domínguez Nimo, Pedro Félix Novoa, César Heredia, Eduardo Laens, Alberto Mesa, Enrique Layna Ordoñez, Edgar Omar Avilés...

    Ci sono iniziative in arrivo che vedranno i due mondi del fantastico, quello latinoamericano, e quello italiano, produrre qualcosa insieme?

    Non so se accadrà nell'immediato o se dovremo aspettare del tempo. Però vedo una quantità di preoccupazioni comuni a tutti gli esseri umani da una riva all'altra dell'Oceano Atlantico, e anche le risposte che produciamo, sia pur in qualche caso differenti, sono simili. Per dirne subito qualcuna: se la distruzione del nostro ambiente sarà compiuta, non ci sarà nessuno che potrà tirarsi fuori, e il danno sarà comune, ci riguarderà tutti. e ancora: la pressione delle maggioranze povere e marginali sulle minoranze ricche e indifferenti non sembra essere un problema di questo o quel posto, ma di tutto il mondo. I paesi del vecchio e del nuovo mondo sono destinati a soffrire penurie molto simili, e perciò le congetture, gli avvertimenti e le speculazioni dei romanzieri dei due versanti dell'Atlantico devono per forza essere in relazione gli uni rispetto agli altri. La globalizzazione, nel bene e nel male, ci troverà alla deriva sulla stessa barca, e non dovremo aspettare molto prima di pensare a risposte comuni a problemi simili.

    Veniamo a te. come scrittore. Cosa stai preparando?

    Ho terminato due racconti, uno dei quali è un compromesso raggiunto negli ultimi anni, un omaggio a due amici dell'adolescenza morti prematuramente e in circostanze diverse, ma che ho unito in questo scritto. Sto scrivendo altro, si tratta in un caso di umorismo escatologico, e nell'altro di un esperimento. Sto preparando un romanzo breve per il premio spagnolo UPC e sto correggendo un romanzo che ho terminato lo scorso anno. Nello stesso tempo sto cercando un editore per altri due romanzi, uno dei quali è arrivato in finale al premio Minotauro 2004.



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