Sergio Gaut vel Hartman è nato nel 1947 a Buenos Aires. Scrittore di fantascienza, ha creato e diretto la rivista Sinergia, successivamente ha diretto Parsec e quindi ad Axxon,
ezine di cui è al momento direttore letterario. Formatosi su autori come Salgari,
Verne, Stevenson,Siri, London, Wollheim, Wells, Swift, è poi passato alla
fantascienza pura, con Bradbury, Sturgeon,Bester, Ballard, Vonnegut, Lem e Dick.
Tra i libri pubblicati,Cuerpos Descartables(Minotauro, 1985) e
Las Cruzadas (Editorial Circulo Latino, 2006), più varie antologie. Con questo articolo
comincia la sua collaborazione con The Uchronicles. Gli stessi articoli vengono pubblicati
in spagnolo dalle Ediciones Parnaso.
Ci sono voluti due anni abbondanti: mettere in funzione il Club di Lettura di fantascienza e
ucronia in una biblioteca di Buenos Aires; farmi carico di selezionare testi per Axxón;
fondare Comunidad CF e come conseguenza diretta dare vita al settimo corso di scrittura
creativa. Tuttavia non immaginavo che, a partire da quanto era stato fatto negli anni, un
potere quasi invisibile, eppure già molto forte, potesse rivelarsi appieno come risposta
immediata al progresso della fantascienza in Spagna e in America Latina.
Di cosa sto parlando? Vuoi per inerzia, vuoi per pura ignoranza, la giustificata
passione per la fantascienza anglosassone aveva condotto noi sudamericani in un cul de sac.
Questo si manifestava nel mettere da parte qualsiasi testo prodotto originariamente in spagnolo.
Una triste dipendenza che condizionava in tale maniera le abitudini di lettura che era
cosa frequente giudicare in modo superficiale testi di autori ispano-americani pubblicati
in una rivista o su una pagina web, bollandoli come "di serie B".
Ecco perché, in un primo momento, abbiamo incentivato la lettura e la discussione di opere
scritte originariamente in spagnolo, in modo da rompere il circolo vizioso in cui ci
trovavamo. Adesso sembra una cosa saggia, anni fa non tanto. Il sospetto, simile a quello
che viene davanti a un alimento sconosciuto, ci dissuadeva dal continuare. Tuttavia, il
movimento si rivela cominciando ad andare, e noi contammo su questo principio per stabilire
contatti con scrittori di area linguistica spagnola, per chiedere loro cosa stessero
scrivendo, domandare del materiale, invitarli a partecipare...
Fu così che cominciò qualcosa che ho chiamato movida, un fenomeno che anche oggi mostra
aspetti insospettati. Ne elencherò alcuni: le molteplici fonti di rialimentazione tecnica,
proporzionate al numero e alla qualità degli scrittori e assecondate dal contatto con colleghi di altri paesi
della stessa area linguistica, la possibilità di organizzare confronti virtuali e
ricevere l'opinione e la critica di lettori puri. Tutto ciò va sommato al delinearsi di
un orizzonte di attività che si allarga ben oltre le frontiere locali ed è esteso a tutta
l'Iberoamerica e dunque è comprensivo anche di zone come l'universo portoghese e
di altri paesi del Centro e Sudamerica. Una crescita che opera come un
motore di creazione funzionale. Sta, insomma, succedendo qualcosa.
Questa è l'idea, e anche il prologo a una visita periodica per scoprire ciò che fanno i
romanzieri che nascono e maturano in America Latina. Nel 1983, quando fondai e diressi
la rivista Sinergia, proposi, ed ecco la ragione del nome, di sommare i vari sforzi per
ottenere un risultato che fosse superiore alla semplice somma.
Perché serve quello che stiamo facendo? Per dirne una, la crescita dei fenomeni
letterari locali non rimane circoscritta ai paesi in cui si sta sviluppando.
Non posso inoltre non pensare alle decine di migliaia di lettori potenziali per
la fantascienza, dalla Spagna ai Paesi latinoamericani, e a come questi potrebbero
moltiplicarsi.
Sì, lo so già. Ci sono i cosiddetti fattori economici negativi, tipici del
Sudamerica, che minacciano di decapitare sul nascere le nostre illusioni. Non ve ne parlerò, comunque, non temete. Voglio solo
chiedervi, in cambio del favore, di elaborare strategie per eludere tali fattori,
o per servircene a nostro vantaggio.
Questo che sto scrivendo, dunque, è una sorta di prologo. Seguirà una serie di articoli,
in cui mi propongo di analizzare il nostro genere, la fantascienza, secondo tutte
le prospettive possibili. Spero che vi interessi il mio punto di vista: posso dire
fin d'ora che avrò scarsa tolleranza e di tanto in tanto esprimerò anche critiche
a forme e attitudini che reputo negative. Non fraintendetemi. Sollevare una critica
mi gratifica esattamente come esprimere i miei punti di vista.