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A cena con Danae

  • Piera Rossotti Pogliano, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e in Comunicazione Interculturale, ha insegnato all'Institut de Philologie Romane dell'Università di Liegi. Appassionata da sempre di letteratura (soprattutto francese) e di storia, si dedica da molti anni alla selezione e alla promozione di narratori e poeti esordienti, dirigendo la sezione di Lettura Incrociata del Rifugio degli Esordienti e il catalogo di DANAE Ha curato tre antologie di narratori esordienti, R@cconti senza rete (Napoli, Di Salvo), Oltrel@rete (Roma, Proposte Editoriali) e Ventid@llarete (Perugia, Graphe.it), ed ha pubblicato i romanzi storici Il diario intimo di Filippina de Sales, marchesa di Cavour (Torino, L'Angolo Manzoni) e Il ventre pieno di farfalle (Roma, Robin Edizioni).


  • Cos'è il Rifugio degli Esordienti?


    Il Rifugio è un sito non-profit, creato nel 1998 da Maurizio J. Bruno, uno scrittore esordiente che aveva deciso di mettere a disposizione sul web le informazioni e i materiali raccolti nel difficile e laborioso tentativo di trovare un editore per il libro che aveva scritto. C'era, fin dall'inizio, una piccola sezione, chiamata Lettura Incrociata, in cui si proponeva agli autori di mandare dei racconti o delle poesie da commentare, chiedendo in cambio la disponibilità a leggere e commentare gli scritti altrui, anche in modo anonimo. Ricordo che arrivai per caso a questo sito, nel giorno di Capodanno del 1999; ero a casa ammalata, triste per non poter festeggiare con gli amici, e un po' in crisi perché stavo scrivendo un romanzo che si trascinava da troppo tempo. Maurizio cercava collaboratori, così mi offrii come coordinatrice di Lettura Incrociata, impegnandomi ad occuparmene per almeno un anno… Sono ancora qui!


    Come aiutate gli aspiranti scrittori/gli autori esordienti?

    Il Rifugio offre una grandissima quantità di informazioni, che vengono costantemente aggiornate, sugli editori, i premi, gli agenti letterari, con la possibilità, per chi frequenta il sito, di esprimere la propria opinione e raccontarci la sua esperienza, positiva o negativa. Spieghiamo che cos'è un codice ISBN, forniamo degli esempi per scrivere una sinossi o una lettera di presentazione a un editore; offriamo un servizio di consigli legali, gratuito, gestito da Paolo Dune, che è avvocato e scrittore; ospitiamo circa 180 link verso altri siti che si occupano di scrittura e di autori esordienti e, attraverso la "Vetrina", permettiamo agli autori di presentarsi e di indicare il link ad un loro eventuale sito personale. Inoltre, sempre più gettonata, c'è la sezione di Lettura Incrociata. Forniamo anche una specie di vademecum per la lettura, La Macchina Pigra, scritto da me e da Maurizio e che riguarda l'analisi del testo letterario… e tante altre cose. Ad esempio, ci sono dei modelli scaricabili dove si può "incollare" il proprio testo e averlo così automaticamente formattato in cartelle 30x60 o come libro in formato A5. Abbiamo anche un glossario che spiega i termini dell'editoria a chi non li conosce. A mio parere, oltre che con tutte le informazioni e i consigli che diamo, noi gli aspiranti scrittori e gli esordienti li aiutiamo soprattutto non facendoli sentire soli: E' questo il grande aiuto che il Rifugio ha dato a me, e mi accorgo che tanti lo frequentano per la stessa ragione e ci scrivono.

    Fra i servizi che offrite c'è anche Lettura Incrociata. Di che cosa si tratta?


    Lettura Incrociata è una sezione del Rifugio che offre la possibilità di far leggere e valutare gratuitamente le proprie opere inedite, compresi i romanzi, fino a 300 cartelle, e in modo anonimo, senza che autore e critico entrino in contatto, a meno che non lo richiedano espressamente. Si chiama "Incrociata" perché molti dei lettori sono a loro volta autori. Ritengo che sia un servizio di grande utilità per uno scrittore alle prime armi che voglia sottoporre quanto scrive ad un pubblico che possa esprimere con sincerità quello che pensa, sia in vista di un'eventuale pubblicazione, sia, più semplicemente, per ottenere l'opinione di qualche lettore diverso dalla mamma, dalla zia o dall'amico del cuore. Coordino questo servizio dal 1999, però oggi ho dodici collaboratori e diverse centinaia di lettori… Sono molti, molti di più dei nomi che figurano sul sito, perché tanti desiderano il completo anonimato. E sono tutti volontari, alcuni davvero competenti, altri volontari… soltanto volonterosi, ma animati da un grande entusiasmo. Leggiamo centinaia di opere all'anno, riusciamo a fornire almeno un commento, spesso anche di più, almeno al 99% delle opere che ci pervengono. Tra parentesi, anche i miei romanzi sono passati, in forma anonima, tramite Lettura Incrociata


    E DANAE cos'??


    DANAE è una sigla che significa "Distribuzione Autonoma Nazionale di Autori Esordienti". Tecnicamente, è un'associazione, nata nel 2002, e si rivolge ad autori esordienti, piccoli editori e librai. L'idea di base è quella che non è difficile, per un autore, arrivare alla pubblicazione di un libro (a pagamento è facilissimo, anzi! Ma si può pubblicare anche senza pagare, se si è scritto un buon libro). Il problema vero rimane, però, quello della distribuzione, perché molti degli editori che fanno pagare per pubblicare non hanno poi alcun interesse a distribuire, mentre i piccoli editori che fanno correttamente il loro mestiere, spesso hanno solamente una distribuzione locale. Perciò non è facile che i loro libri siano reperibili su tutto il territorio nazionale, a volte neppure quando vengono ordinati ai distributori e, last but not least, le librerie non vogliono occupare spazio prezioso con libri di autori sconosciuti che vendono poco o nulla e che, sovente, sono anche brutti o scritti male… DANAE cerca di "remare contro" questo stato di cose, offrendo visibilità ai libri dei suoi associati sia tramite il sito, sia inviandoli in conto deposito presso librerie "amiche" stanche della logica dei soliti best seller che troviamo anche al supermercato, sia partecipando ad eventi come fiere, presentazioni, ecc. e anche attraverso una rivista, DANAEMagazine, distribuita in libreria in forma cartacea, ma anche scaricabile dal sito. Tutti i guadagni, tolte le spese correnti, vengono investiti in promozione, la pubblicazione della rivista e la partecipazione agli eventi costano... Ma in DANAE non è ammesso chiunque: un autore, per potersi associare, deve presentare un libro regolarmente pubblicato e deve superare una selezione. La costruzione del Catalogo è un compito difficile, che coordino, avvalendomi di un discreto numero di collaboratori e ora anche di stagisti, dei giovani laureati che hanno seguito dei corsi per l'editoria, alcuni di loro sono davvero bravi. Valutiamo i libri sotto l'aspetto del contenuto, ma anche dal punto di vista dell'editing e del rapporto qualità-prezzo. Ci facciamo qualche nemico, ma i libri che entrano in Catalogo vanno dal buono all'eccellente… E' questa la nostra forza. Purtroppo, oggi si pubblica di tutto, ci arrivano delle opere veramente brutte o mal scritte, piene di errori. Bocciamo quasi la metà di quello che ci viene sottoposto.

    Gli editori italiani. Sono particolarmente attenti alle nuove proposte, oppure no?


    Dire "editori italiani" è un po' vago, perché il panorama è multiforme. Gli editori medio-grandi non sono molto attenti ai nuovi autori italiani, a mio parere, vogliono pubblicare libri che sono sicuri di vendere, quindi privilegiano autori già affermati, italiani o stranieri. Tra i piccoli, sopravvivono bene gli editori specialistici, oppure quelli radicati in una precisa realtà locale e poi, grazie al diffuso narcisismo di tanti aspiranti scrittori, più o meno bravi, vivono bene anche quelli che si dedicano quasi esclusivamente alle pubblicazioni a pagamento. Anche qui, non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, perché ci sono gli editori che selezionano comunque ciò che accettano di pubblicare a pagamento, correggono le bozze e fanno del loro meglio per promuovere i libri del loro catalogo, mentre altri fungono semplicemente da tramite tra autore e tipografia, e non li chiamerei nemmeno editori… Devo dire però che, tra i piccoli editori che conosco, ce ne sono alcuni che hanno voglia di fare gli editori per davvero, pubblicano i libri che amano e rischiano il loro denaro. Questo fa ben sperare, e DANAE è disponibile a collaborare, anche con una critica costruttiva.


    Gli agenti letterari, voi ne parlate nel vostro sito, e c'è anche una specie di graduatoria aggiornabile. Secondo voi in Italia l'agente è una figura importante o è invece un "di più"?


    Più che fare una graduatoria, noi chiediamo agli autori di segnalarci le loro esperienze, positive o negative e traduciamo queste loro comunicazioni in "faccine" tristi o sorridenti, a seconda dei casi, come facciamo anche per gli editori. Ritengo che l'agente letterario che lavora seriamente possa essere un punto di riferimento importante per gli esordienti, anzitutto come lettore professionale, e soltanto in secondo luogo come eventuale tramite verso case editrici che non leggono i manoscritti inviati direttamente dagli autori per il semplice motivo che ne sono sommerse, e non rispondono neppure o, al massimo, inviano la solita fotocopia che dice "Gentile Autore, la Sua opera non rientra attualmente nei nostri piani editoriali…" Quello che non è facile è trovare un agente letterario "serio", che abbia anche il coraggio di dire a un autore che il suo libro non è pubblicabile. Purtroppo, questi agenti sono rari, in genere cercano di spennare il pollo, magari leggendo gratuitamente il manoscritto e proponendo poi costosissimi editing, per approdare ad una pubblicazione a spese dell'autore. L'editing è molto importante e generalmente necessario per molti libri, ma non dovrebbe essere proposto se si tratta quasi di una riscrittura. Anche gli autori hanno le loro "colpe", però, perché sono in genere troppo legati all'idea che affidare il loro libro a un agente significhi automaticamente arrivare a pubblicare; molti sono anche piuttosto presuntuosi. L'agente serio seleziona, non si dequalifica proponendo ad un editore dei manoscritti non idonei o non pubblicabili. Tra parentesi, sto scrivendo un manualetto per l'autore esordiente, in cui sarà sintetizzato il meglio dell'esperienza del Rifugio, e si parlerà anche di agenzie letterarie.

    I premi letterari. Palcoscenico essenziale oppure combines?

    Secondo me, quelli davvero validi sono pochi, anche se la mia personale esperienza è positiva. Ho presentato il mio primo romanzo al Premio Calvino; non ho vinto, ma sono giunta finalista e quarantott'ore dopo avevo in mano un contratto e un anticipo sui diritti d'autore. Ma ritengo di essere stata piuttosto fortunata.

    Danae sta per pubblicare un'antologia di esordienti. Quali le caratteristiche della raccolta?

    Siamo ormai alla terza esperienza di pubblicazione, sto per l'appunto completando l'editing e sono soddisfatta! Venti d@lla rete, così si chiama, è un'antologia che comprende venti racconti scelti tra tutti quelli pervenuti a Lettura Incrociata entro lo scorso mese di aprile. I miei collaboratori hanno fatto una prima scrematura, mandandomi circa trecento racconti commentati positivamente dai lettori e poi, con l'aiuto di cinque collaboratori, tra cui l'editore Roberto Russo di Graphe.it, li ho letti, riletti e discussi, sempre in forma anonima, fino a selezionarne venti, diversi tra loro ma piacevoli, ben scritti. Soltanto a cose fatte gli autori sono stati identificati ed avvertiti, ed è stata loro proposta la pubblicazione, assolutamente gratuita e senza obblighi d'acquisto, questo ci teniamo molto a sottolinearlo.

    Tu sei una scrittrice di romanzi storici. Il genere sembra adesso in piena fioritura, specie sul piano commerciale. Ti piace la piega che ha preso il mercato?

    Per mia sfortuna, se guardiamo la cosa da un punto di vista economico, il tipo di romanzo storico che scrivo io è assai poco commerciale, ma piuttosto "di nicchia", anche se mi dà molte soddisfazioni. I miei romanzi hanno una bibliografia finale, sono una maniaca della documentazione, vado a controllare tutto quello che posso, dal nome del cosmetico alla ricetta di cucina, dalle abitudini igieniche alle cure mediche. Cerco di guardare il periodo storico in cui è ambientato il libro attraverso gli occhi dei miei personaggi femminili: visioni parziali, certo, condizionate dalla posizione sociale, dall'età e dalla cultura e dal vissuto delle protagoniste delle mie storie con la lettera minuscola inserite nella Storia con la maiuscola, perché ritengo che così debba essere, se vogliamo davvero capire il passato e, magari, imparare qualcosa su noi stessi, che ne siamo il prodotto. Il mercato sta andando in un'altra direzione…

    Gesù, i Templari, la Maddalena… Nelle trame, il romanzo storico sta in effetti piegando sempre più verso il fantastico. Ti risulta che gli editori si incuriosiscano anche all'ucronia, la cosiddetta "storia alternativa"? E a te l'ucronia piace?

    La prima parte della tua domanda sembra quasi una provocazione a parlare del Codice Da Vinci! L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima riga, e in versione originale. Questo, devo dire, è stato l'unico elemento positivo, perché è bello lungo e ho fatto un sostanzioso ripasso di inglese. Per il resto, ho trovato la storia macchinosa e noiosa, i personaggi delle marionette appena abbozzate. Sarei disonesta se dicessi che non invidio l'autore e tutti i soldi che ha guadagnato per aver scritto il libro, anche e soprattutto grazie ad una martellante pubblicità,… ma non mi è piaciuto. Mi piacciono le storie ben costruite e ben scritte, ma che fanno riflettere, che lasciano qualcosa… primo tra tutto, la voglia di riprendere il libro in mano, dopo un po' di tempo, più e più volte, per scoprirne aspetti nuovi. Ci sono romanzi di vario genere che ho riletto decine di volte, amandoli moltissimo, un po' di più ad ogni successiva lettura. Se mi parli di ucronia, posso dirti che uno dei miei libri amati è Fatherland di Robert Harris. I romanzi ucronici scritti così e così profondi sì, mi piacciono, spero che se ne scrivano tanti, e sono sicura che non faticheranno a trovare editori e pubblico. Ma il segreto del successo vero, ed è giusto che sia così, è la "buona scrittura", e questa non si improvvisa.



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