Le cronache ucroniche di Giampietro Stocco
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Walk in Hell

Recensioni:Harry Turtledove-Settling Accounts - The Grapple
Harry Turtledove-Settling Accounts - The Grapple Ballantine Books, New York, 2006 $26,95

  • Seconda puntata della recensione di Great War, l'epopea turtledoviana ambientata in un'America alternativa, dove i Confederati hanno vinto la Guerra di Secessione e nel 1914 prendono le armi contro gli Stati Uniti per la terza volta. Ricapitoliamo. In questa Prima Guerra Mondiale ucronica, i confederati sono alleati di Francia, Gran Bretagna, Giappone e Canada, mentre gli USA hanno al loro fianco la Germania e gli altri Imperi Centrali. Turtledove si diverte a immaginare una guerra di trincea lungo migliaia di chilometri. Walk in Hell si apre là dove American Front si era chiuso, e parte con l'insurrezione comunista dei neri nella Confederazione. E' una guerra nella guerra, che costringe i soldati in divisa khaki - così Turtledove immagina i confederati nel 1914, visto che la tradizionale divisa grigia non si confonde abbastanza bene con il terreno - a distrarre forze dal fronte statunitense. Un fronte dove cominciano a succedere molte cose. Intanto, nella sporca guerra di trincea, il gas non è più una prerogativa degli USA, e i confederati ora usano maschere di gomma che li proteggono meglio. Poi fanno la loro comparsa i cosiddetti "barili", e cioè gli antenati dei carri armati. Li approntano gli Stati Uniti, che scoprono come questi veicoli corazzati, peraltro vulnerabili all'artiglieria leggera dei confederati, possono attraversare fili spinati e trincee. E' una festa per il generale statunitense Custer, che ritroviamo vivo e vegeto dopo avere scoperto in American Front che Little Big Horn non c'è mai stata. Custer è un amante della guerra d'assalto, adora la cavalleria, e nonostante i "barili" siano pesanti e sgraziati, li vede per quello che poi diventeranno: i discendenti dei soldati a cavallo. Del generale Custer scopriremo poi, chiamiamoli così, i retroscena familiari. Torneremo anche a fare visita a Nellie Semproch, la vedova che vive sola con sua figlia Edna nella Washington occupata dai confederati: affari d'oro nel suo locale vista la grande affluenza di ufficiali in divisa khaki, e un gran daffare per tenere l'esuberante Edna fuori dai guai. I guai, però, cercano soprattutto Nellie, che si ritroverà a fare quello che non avrebbe mai immaginato. Epopea eroica per i primi piloti di caccia e anche per i protagonisti neri: Cassius e Scipio aderiranno alla rivolta della Repubblica Congaree oppure no? E cosa accadrà a Paul Mantarakis, soldato statunitense piombato nell'inferno dello Utah in mano ai Mormoni insorti? Protagonisti e comprimari si accavallano man mano che la vicenda prende corpo e si assiste al dipanarsi dell'universo alternativo di Turtledove. La guerra di trincea è praticamente impossibile nel continente americano, viste le estensioni enormi di terra, e ogni offensiva finisce per impantanarsi in qualche inconviente che la ferma. Il fronte è irregolare, gli USA hanno occupato parte del Canada e devono combattervi un'aspra guerra contro i primi partigiani, lo stesso accade nelle parti degli Stati Uniti sotto controllo confederato, e dalle parti di Richmond comincia a serpeggiare inquietudine: mancano uomini per il tritacarne della guerra: la Confederazione razzista finirà mica per arruolare i neri? E cosa succederà nella già cosmopolita New York, dove i socialisti di Flora Hamburger stanno per decidere di candidare un uomo alla Casa Bianca - occupata, per la cronaca, dai Confederati? Che peso avrà il gruppo ultranazionalista del Soldiers' Circle, foraggiato dal democratico di destra Teddy Roosevelt, e composto da teppisti in gran parte antisemiti? Leggere per scoprirlo:l'inglese di Turtledove non è complesso e il romanzo è estremamente godibile. Per ucronici convinti...

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