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Recensioni:American Front di Harry Turtledove
New English Library, UK,
1999, £6.99
Comincia con questo articolo la recensione di una delle epopee più ampie di Harry Turtledove, quella della Grande Guerra. Ancora non pubblicata in Italia, si tratta della grande saga dell'America alternativa, dove i Confederati hanno sconfitto i Nordisti nella guerra di Secessione e la linea Mason-Dixon è diventata in mezzo secolo una delle più invalicabili del mondo. Quando scoppia la prima guerra mondiale, gli USA, guidati dal bellicoso Theodore Roosevelt e amareggiati dal sostegno anglo-francese alla Confederazione, sceglieranno le Potenze Centrali, mentre i confederati di Woodrow Wilson faranno lega con l'Intesa.
Il risultato sono migliaia di chilometri di trincee e filo spinato tra USA e CSA, con i primi a portare
La familiare uniforme grigio-verde, e i secondi a lasciare da parte il grigio ribelle per il kaki. Così gli USA si troveranno attaccati da due fronti, dalla Confederazione a Sud - una Confederazione che si è arricchita anche di due stati comprati dal Messico - e da Gran Bretagna e Canada al Nord. O meglio, saranno gli USA a fare parecchi progressi, nonostante la guerra riproduca le caratteristiche del conflitto di trincea familiare all'Europa e nonostante soprattutto la caduta di Washington e del Maryland in mani confederate. Attenzione: questa non è solo un'epopea storico-alternativa, ma anche e soprattutto una galleria di personaggi e situazioni indimenticabili: dai gas che vengono usati dagli USA contro le trincee confederate, ai neri del Sud che si ritrovano a usare mortai contro gli yankees perché non ci sono più artiglieri bianchi, agli altri neri che nelle piantagioni parlano di Manifesto del Partito Comunista, al generale Custer che non è morto a Little Big Horn ma che ora guida dissennatamente l'offensiva USA nel Kentucky. Quindi la rivoluzionaria Flora e la nascita del socialismo a New York, e i conflitti generazionali tra madre e figlia in una Washington rasa al suolo e quindi occupata dai Confederati. Uno squarcio finora avvincente, questo American Front, una sorta di Iliade trasposta ai tempi della Grande Guerra, il tutto, secondo Harry Turtledove, rigorosamente alternativo.
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