Marco Buticchi nasce a La Spezia il 2 maggio del 1957 e risiede a
Lerici, in quella pittoresca parte della costa ligure chiamata Golfo dei
Poeti. E' sposato dal 1987 con Consuelo, con la quale ha due figlie.
Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna nel
1982 ha lavorato per diversi anni come Trader Petrolifero presso una
multinazionale, lavoro che lo ha portato a viaggiare spesso in Medio
Oriente, Africa, Europa e Stati Uniti.
« Scrivevo fin da quando ero bambino e la storia, in particolare, mi ha
sempre interessato enormemente. Ci sono strane coincidenze di date, fatti e
nomi che hanno del misterioso. Se si riesamina la Storia con le moderne
possibilità di ricerca si riescono a scoprire risvolti interessanti, lati
oscuri e spesso inquietanti!» Questo il filo rosso che sembra legare i
romanzi di Marco Buticchi.
Marco Buticchi, nei tuoi romanzi c'è sempre un quid di fantastico
che è un po' il sale su un'avventura che poi è il tuo tratto
caratteristico. Come vedi la letteratura fantastica - fantasy e
fantascienza - nel mercato italiano del libro?
Penso alla collana Urania e al successo che traguarda da almeno
cinquantanni, seppure tra alti e bassi. Ritengo questo mio paragone
esaustivo per far capire come la penso riguardo alla letteratura
fantastica... e, per estensione, quale letteratura può considerarsi "non"
fantastica? Anche il genere letterario, però, come molte altre cose, vive di
mode e di indirizzi delle masse. Cito, ad esempio, i western che la facevano
da padroni nella cinematografia di pochi anni orsono e sembrano invece oggi
scomparsi anche dalla mente del più ardito tra i produttori. Forse la
fantascienza sta vivendo un momento analogo, una specie di pausa di
riflessione, racchiusa in una nicchia frequentata oggi dai soli veri
estimatori. Starà nelle capicità di questi estimatori riportare "I tempi di
Urania" agli onori delle quotidiane cronache.
L'Anello del Re è una splendida cavalcata attraverso la storia e
alcuni dei suoi personaggi mitici - Lawrence d'Arabia, Vlad Dracul,
Bela Lugosi. Come ti trovi a tratteggiare storie con personaggi
realmente esisistiti?
Con tutto il rigore e il rispetto che un'esistenza reale merita.
Naturalmente vengono inseriti personaggi le cui storie sono "degne di un
romanzo" e quindi, dalla loro epica statura, è persino troppo semplice
attingere. Ne hai citati alcuni che compaiono nel mio ultimo romanzo
l'anello dei re, ma la mia penna si è incontrata con un Nerone da
riabilitare agli occhi di noi moderni, con cortigiani e nobili alle prese
con i moti rivoluzionari di francia, con l'ultimo Gran Maestro del tempio,
depositario di un grande segreto. Ho sempre cercato però attenermi ai fatti.
come spesso ripete uno dei miei personaggi ricorrenti: nel ripercorrere con
le parole una qualsiasi storia bisogna cercare di non fantasticare, ma
essere d'aiuto per chi ha voglia di capire.
A Marco Buticchi piace giocare con la storia. Potresti pensare di
scrivere un'ucronia?
Non sono forse ucronie, seppur modeste, anche le mie storie? certo non
percorro strade radicalmente diverse da quanto realmente avvenuto e/o
tramandatoci dalla storia: ad esempio non racconto di che cosa sarebbe
successo se la germania avesse vinto il secondo conflitto mondiale, ma in
uno dei miei romanzi ipotizzo che addirittura Hitler sia morto ottuagenario
in sudamerica sotto l'identità di tal Deumir Magruder. Ne La Nave d'Oro
faccio sopravvivere Nerone alla data nella quale la Storia fa cadere la sua
morte... Insomma, non so se Charles Renouvier classificherebbe i miei lavori
come appartenenti al genere da lui inventato -l'ucronia appunto - verso la
metà dell'800, ma qualche avvenimento storico "ortodosso", nei miei romanzi,
prende spesso indirizzi diversi, ma mai inverosimili.
Seguendo le vicende dei tuoi personaggi, un "cattivo" come
Campagnola me lo sono immaginato come il Teotokris nemico di Yanez.
Quanto c'è di Emilio Salgari in Marco Buticchi?
Una sorta di indelebile "inprinting": sono venuto su a surrogato di
cioccolato (predecessore della nutella) e romanzi di Salgari.
Parlando di autori liguri, tempo fa con il fantascientifico
Alessandro Vietti parlavamo del mare come fonte d'ispirazione e
metafora del fantastico. Per te vale lo stesso?
Il mare è un fratello singolare e temibile. Ogni uomo di mare, quando si
perde con lo sguardo nel blu immenso, rivede frammenti della propria vita.
gli elementi fanno parte del nostro essere, dei nostri comportamenti e delle
nostre azioni. A noi la fortuna di poterci confrontare con quello che, sulla
terra, risulta essere il più vasto. In questo modo la nostra fantasia ha
spazi illimitati nei quali sbizzarririsi.
Il mare è per te anche qualcosa di più tangibile, come l'attività
che svolgi, quella di gestire uno stabilimento balneare a Lerici.
Anche fare il bagnino può essere fonte d'ispirazione letteraria?
Dico sempre che vivo SUL mare e DI mare.
Potrebbe sembrare un'abile trovata confessare che buona parte delle trame
dei miei romanzi nasce su un trespolo da bagnino, ma vi assicuro che è la
verità.
... E infatti il tuo prossimo libro, sempre edito da Longanesi,
parte proprio dalla tua esperienza di lavoro. Quanto di "immaginifico"
c'è nelle richieste che i bagnanti fanno durante l'estate a un gestore
di uno stabilimento balneare?
Avevo fatto una promessa molti anni fa: ogni 5 romanzi pubblicati da
Longanesi mi prenderò una "licenza". "Scusi, Bagnino, l'ombrellone non
funziona" è la prima di una, mi auguro, LUNGHISSIMA serie di licenze. Le
estati italiane fanno parte di un mondo da osservare a fondo, e, dopo averlo
osservato, ci si accorge che dentro di esso si ritrovano storie esilaranti
con un fondo di quotidiana amarezza: per catturare l'effimera chimera della
felicità assoluta non sono sufficienti i quindici giorni/sedici notti nello
stabilimento di grido o a bordo di un panfilo da nababbo.
...
Torniamo al versante dell'avventura. Più Clive Cussler, più Ken
Follet, o più Wilbur Smith in Marco Buticchi?
Più Marco Buticchi in Marco Buticchi? E questo non certo per presunzione:
tra me e i signori sopra menzionati esiste una differenza più sostanziale
delle mille altre presenti: qualche milione di copie in loro favore:-))!!
A parte il tuo prossimo libro, a metà fra satira di costume e
divertimento puro, a che cosa stai lavorando adesso?
A un nuovo romanzo e, tornando all'ucronia, guarda caso, anche in questo la
storia ortodossa prenderà pieghe diverse dalle strade tracciate, tra mondo
del nazismo esoterico, pericolosi potenti d'oggi e antiche eresie tanto
pericolose dal provocare massicce reazioni da parte della Chiesa... ma non
farmi dire di più... la storia si sta formando sotto le mie dita giorno dopo
giorno e ancora non so io stesso come andrà a finire!
Bibliografia:
La sua bibliografia, Marco Buticchi preferisce "raccontarcela", e così eccola qui, come
lui ha voluto proporcela... ;-)
Nel 1991 e nel 1992 Marco Buticchi ha pubblicato e distribuito a sue spese due
romanzi: Il Cuore del Profeta e L' Ordine irreversibile, ottenendo un
incredibile successo, paragonato alle ridotte possibilità di un editore
improvvisato.
Nel 1995 è decisivo l'incontro con l'editore Mario Spagnol, grande
scopritore di talenti, concittadino di Buticchi. In un'intervista a un
prestigioso settimanale l'editore, scomparso nel 1999, diceva di aver
girato il mondo per poi "pescare" un Buticchi sotto le finestre di casa. «Un
giorno arriva una telefonata». racconta Marco, «e una voce dice: "Sono
Mario Spagnol". Io ero abituato a scherzare su questa cosa. Ma quel giorno
al telefono era proprio lui. Il sogno si era avverato perché Spagnol aveva
letto un mio manoscritto e deciso di pubblicarlo.»
E nel 1997 esce il primo romanzo nella collana I Maestri dell'Avventura
di Longanesi Il titolo è Le Pietre della Luna. E' un successo! 250.000 copie
vendute in Italia e all'estero.
Nel 1998 viene pubblicato nella stessa collana Menorah, e il nuovo
romanzo ripete il grande successo del precedente, rimanendo per mesi nelle
vette delle classifiche di settore. La titubanza esterofila del lettore
italiano sembra vinta e si comincia a parlare di Marco Buticchi come l'unico
connazionale che riesce a contrastare lo strapotere anglosassone nel
romanzo. Profezia, risale invece al Giugno del 2000. Le prime ventimila
copie sono state vendute in una settimana e sono state realizzate tre
edizioni nei primi due mesi dopo l'uscita per accontentare i suoi estimatori
sempre più numerosi. L'edizione supertascabile è andata esaurita - 100,000
copie di tiratura - in pochi giorni e l'interesse dell'editoria estera
sembra essersi incredibilmente concentrato su un autore d'avventura
italiano.
La Nave d'Oro viene dato alle stampe nel 2003 e, qualora fosse necessario,
conferma il gradimento del pubblico nei confronti di un autore che non manca
la cadenza biennale dell'appuntamento con i suoi lettori.
L'Anello dei Re è pubblicato nel 2005 e, nel panorama italiano rappresenta
un caso unico: il "trend" delle vendite dei romanzi di Marco Buticchi è in
continua e progressiva crescita.
Alla luce delle continue richieste e conseguenti ristampe, ogni romanzo è
oggi considerato un "Long Seller", per un autore che ha ormai raggiunto
l'incredibile traguardo del milione di copie vendute.
La chiave del successo di Marco Buticchi risiede forse nel modo
innovativo col quale intreccia nei suoi romanzi epoche storiche diverse,
leggende, avventura, spionaggio, moderne tecnologie e misteri irrisolti in
un periodo di tempo che copre secoli, documentando minuziosamente le epoche
trattate.
Vi sono poi alcuni personaggi ricorrenti che hanno contribuito a
catturare la fiducia e la simpatia del lettore: Sara Terracini che risolve
misteri nel suo avveniristico laboratorio scientifico, aiutata dal suo
influente amico Oswald Breil; già capo del Mossad (il servizio segreto
israeliano), promosso a Vice Ministro della Difesa di Israele, diventato il
meno longevo Primo Ministro dello Stato Ebraico per ritirarsi a "vita
privata" presso i suoi genitori adottivi in Colorado. Ma un uomo com Breil
non può stare con le mani in mano.
Marco Buticchi è il primo e unico autore italiano incluso nella
prestigiosa collana di Longanesi I Maestri dell'Avventura (il massimo per
chi ama il genere), insieme a calibri come Wilbur Smith, Patrick O'Brian e
Clive Cussler.