Silvio Sosio (a sinistra nella foto), nato a Milano nel 1963 è curatore delle riviste online di fantascienza Delos e
Il Corriere della Fantascienza. Alla fine del 1994, insieme con Luigi Pachì, fondava la rivista Delos, distribuita per alcuni mesi via BBS sui circuiti OneNet e FidoNet e dall'aprile 1995 su web.
Attorno a questa esperienza nasceva in seguito il portale Fantascienza.com e, nel 2003, l'associazione Delos Books, di
cui è presidente. Oltre a centinaia di articoli, Silvio Sosio ha scritto anche un piccolo numero di racconti, uno dei quali, Ketama, ha vinto il premio Courmayeur nel 1996 ed è stato pubblicato anche in Francia,
dove è stato anche ristampato in una antologia dedicata al meglio della fantascienza di tutti i tempi.
Franco Forte (a destra) è nato a Milano nel 1962, è giornalista professionista. Ha pubblicato
il romanzo "La stretta del Pitone" con Mursia (2005), i romanzi storici “Il figlio del cielo”
e “L’orda d’oro” (2000, Mondadori), da cui ha tratto anche uno sceneggiato TV su Gengis Khan
prodotto da Mediaset. Sempre nel 2000 ha pubblicato “China Killer” (Marco Tropea Editore),
un thriller di ambientazione milanese dai toni forti. Il suo esordio risale al 1990,
con il romanzo “Gli eretici di Zlatos” (Nord). Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di
racconti “Chew-9” (Keltia Editrice). Per Solid ha pubblicato “Il Prontuario dello scrittore” (2001),
un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti, giunto alla terza ristampa
(ora per i tipi di Delos Books) e il romanzo “Ombre nel silenzio” (2002), insieme a Luigi Pachì.
Come antologista ha curato i volumi “Fantasia”, “Horror Erotico” e “Cyberpunk” (Stampa Alternativa),
“Terzo Millennio” (Avvenimenti), “Strani giorni” (Mondadori) e “I mondi di Delos” (Garden).
Ha tradotto dall’inglese “Aristoi” e “Metropolitan” di Walter Jon Williams (Mondadori), “Meglio non chiedere”
di Donald E. Westlake (Marco Tropea Editore) e, dal tedesco, “Q come Caos” di Falko Blask (Il Saggiatore).
E' responsabile per la narrativa di Delos, la più seguita, completa e professionale rivista del Web e dei rinomati premi Alien e Lovecraft.
A dodici anni dalla nascita Delos è ormai una realtà multiforme: dall'editoria via Internet è diventata cenacolo culturale a tutto tondo e casa editrice da libreria con Odissea: volete diventare "la fantascienza in Italia?"
Franco Forte: per certi versi, direi che lo siamo. La fantascienza, infatti, era
sparita dagli scaffali delle librerie, travestendosi da qualcos'altro, forse per paura o per
vergogna di quell'etichetta che ha sempre contribuito a creare il ghetto in cui la fs è
rimasta rintanata per anni. Ebbene, editori come la Nord, da quando sono passati
in mano a Longanesi, hanno dismesso le etichette e hanno deciso di vendere la
fantascienza un tanto al chilo, senza alcuna distinzione da altri generi narrativi
come l'horror, il thriller, il fantastico in generale.Noi abbiamo deciso di
fare marcia indietro e di identificare esattamente la nostra produzione. Per questo, forse,
siamo rimasti soli a rappresentare la fs in Italia. Almeno quella che non si vergogna di
calzare etichette.
Silvio Sosio: spero di no, a meno che non dovessimo essere obbligati a diventarlo
per evitare che la fantascienza scompaia.
Mi spiego, Delos Books è un'associazione culturale, e le sue finalità principali
non sono quelle economiche. Ci occupiamo di fantascienza, di fantasy eccetera perché
ci piacciono, siamo appassionati di queste cose e vogliamo svilupparle. Perciò quando
nuove collane di fantascienza approdano in libreria, cosa che ormai capita di rado ma è capitata
ad esempio con Hobby & Work, mi fa solo piacere.
Su internet per molti anni c'è stata quasi solo Fantascienza.com, nonostante il fatto
che noi per primi abbiamo cercato di incoraggiare e promuovere la nascita di altri siti,
altre riviste online. Ora mi pare che la situazione sia molto migliorata, ci sono diverse
realtà di tutto rispetto.
"Guizzi d'immaginazione e prosa di altissimo livello". Così, Franco, tu descrivevi nel '95
nel le caratteristiche della fantascienza
italiana. Ne sei ancora convinto? E quali autori italiani
secondo te corrispondono ancora a questo quadro?
Franco Forte: manca una scuola di fantascienza, in Italia, e quindi la produzione
è minima. Ma quella che c'è è di alto livello. Parlo delle cose che ho pubblicato io,
così non pesto i piedi a nessuno, e affermo senza tema di smentita che alcuni dei romanzi
usciti nella collana Fantascienza.com, tutta riservata agli autori italiani, sono delle vere
e proprie perle. Dotate, appunto, di guizzi d'immaginazione notevoli e di una prosa di
eccellenza. Penso a "Goliath" di Alberto Cola, a "nessuna giustificazione" di Enrica Zunic',
oppure ai più recenti "Rupes Recta" di Clelia Farris o "Painlog" di Luca Zaffini,
che stanno riscuotendo un ottimo riscontro di pubblico. Il mio solo rammarico è che di
questi autori ce ne sono pochi, troppo pochi. Ma noi stiamo lavorando per fare in modo
che in futuro altri bravi scrittori italiani arrivino presto a farsi apprezzare dai
lettori.
Si dice nell'ambiente che il valore aggiunto di Delos sia il fortissimo spirito di corpo e la passione che anima chi vi collabora. Secondo te, Silvio, è sufficiente tutto questo per fare una casa editrice?
Silvio Sosio: ovviamente no. Ci vuole esperienza e vari tipi di professionalità. Però è una base di partenza di enorme valore. Credo che la forza della Delos Books sia quella di essere una realtà che chiamerei "semiamatoriale". Nel senso che pur sviluppando attività editoriali del tutto professionali resta forte in chi collabora con Delos Books la componente amatoriale, nel senso di passione per quello che si fa e per gli argomenti che si portano avanti. E attenzione, non mi riferisco solo all'ipotetico ultimo giovane fan che aspira a scrivere su FantasyMagazine, ma anche a tutti i nostri collaboratori storici che sono nel campo da decenni, da Vittorio Curtoni a Gianfranco Viviani.
Se gli scrittori italiani di fantascienza sono originali, è anche vero che l'Italia è un paese di scrittori: come vi regolate, Franco, con la marea di dattiloscritti che sommerge anche voi?
Franco Forte: abbiamo preso una decisione drastica ma, credo, intelligente.
Da quest'anno, infatti, Delos Books non esamina più dattiloscritti in maniera tradizionale,
ma solo attraverso la partecipazione ai nostri premi letterari. In questo modo, gli autori
hanno la certezza di essere letti e valutati con attenzione, possono ricevere una scheda
critica sul loro lavoro e possono capire se la loro opera merita la pubblicazione in tempi
molto più celeri del solito. Tra l'altro, vincere il premio Fantascienza.com dà a un autore
anche l'opportunità di fregiarsi di un titolo importante e di essere valutato da Gianfranco
Viviani per uscire nella collana Odissea, e quindi essere distribuito in tutte le librerie
italiane. Oltre a questo, chiunque partecipa ai nostri premi riceve in omaggio una copia
del romanzo vincitore, quando sarà stampato. Ciò consente al vincitore di farsi una buona
promozione di base.
Silvio, come vivete in Delos il rapporto tra le pubblicazioni che si vendono in rete e la nuova collana diretta da Gianfranco Viviani?
Silvio Sosio: Odissea è il nostro impegno finanziario più grosso, ed è anche la collana che richiede maggior lavoro; è naturale quindi che sia un po' al centro della nostra produzione, infatti abbiamo un po' diradato le uscite nelle altre collane, più che altro perché le nostre risorse di tempo sono limitate. Però siamo molto orgogliosi anche di tutti gli altri nostri figli, dalle riviste - Robot, WMI, Sherlock Magazine - alle collane, come la Fantascienza.com che è apprezzatissima. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato una nuova collana, i Quaderni di Delos Books, che si occuperà di narrativa non di genere e che nasce da quell'enorme crogiuolo di idee e di talenti che è la WMI.
Franco, qual è il vizio più caratteristico dell'autore esordiente di fantascienza? E cosa gli consiglieresti per farsi leggere meglio?
Franco Forte: il vizio è sempre lo stesso: legge molto poco. E quindi non è informato, né sulle tendenze letterarie del momento, né su quello che è già stato scritto. Il consiglio che posso dare è l'unico che abbia un senso: leggere, leggere molto. Sia ciò che esce (soprattutto di autore italiani), sia i classici della fantascienza.
A chi sta fuori, Silvio, Delos appare alle volte come un tramite fra il mondo storico della fantascienza italiana e le nuove leve. La vostra forza è anche quella di saper fare dialogare un Vittorio Curtoni, per esempio, con un Luca Zaffini?
Silvio Sosio: Mah, devo dire che Vittorio Curtoni di suo non ha mai avuto difficoltà a dialogare con le nuove leve, anzi. Più che Delos penso che sia internet che ha questo effetto. Ci sono diverse comunità, come la famosa mailing list Fantascienza, il newsgroup, il forum di Fantascienza.com, nelle quali gli appassionati di fantascienza si incontrano, sia quelli giovani sia quelli... giovani dentro. Alla Delos riconoscerei piuttosto il merito di allevare nuove leve di autori, redattori, giornalisti che lavorando con noi attingono anche dall'esperienza dei più maturi.
Franco, tu sei anche autore, oltre che editore: cosa non vorresti mai leggere in un libro di fantascienza?
Franco Forte: quello che vorrei scrivere io.
Nonostante un'innegabile fioritura dovuta al cross-over tra i vari stili, per vendere la fantascienza in Italia deve ancora travestirsi: da giallo, da noir, da thriller. Silvio, sei d'accordo con questa affermazione?
Silvio Sosio: Più o meno. Obietterei sull'"ancora", perché ci sono state epoche in cui accadeva il contrario. Negli ultimi anni il mercato chiede romanzi che abbiano un forte ritmo, una forte tensione e possibilmente capovolgimenti inaspettati. Si tende a chiamare questa formula "thriller", ma secondo me più che col genere ha più a che fare con la tecnica narrativa. Lo vediamo anche in tv o al cinema. E' un tipo di scrittura che è sempre stata presente nel genere thriller e anche in un certo tipo di giallo, per cui automaticamente questi generi vengono identificati con questo tipo di scrittura. Secondo me è una formula un po' limitante, nel senso che mi piace senz'altro un bel romanzo teso con suspense e colpi di scena, ma mi piacerebbe anche leggere cose del tutto diverse. Il bello della fantascienza è che è un metagenere, nel quale trovano posto opere di tipo del tutto diverso.
Cosa sognate per i prossimi dieci anni di Delos? Una casa editrice vera e propria che sia punto di riferimento per il fantastico nazionale, o un luogo dove le nuove tendenze e i nuovi autori possano continuare a trovare spazio?
Franco Forte: entrambe le cose, ovviamente. E stiamo lavorando proprio in questa direzione.