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Piccolo Dick

  • Peter (Pietro) Patti e` nato a Palermo nel 1957. A ventitré anni si trasferi` in Germania, dove attualmente vive e lavora. E' collaboratore di diversi magazines letterari (anche in qualita` di webmaster) e due anni fa ha fondato insieme a Walter Diociaiuti la Eloy Edictions, piccola casa editrice con sede ad Augusta (Augsburg). Con lo pseudonimo "franc'O'brain" produce narrativa di genere cyberpulp/avantpop. Sotto il suo vero nome ha scritto I Canachi, romanzo sull'emigrazione italiana in Germania, reperibile sul web e citato nell'articolo "Multikulti-Zoo". Kanak Sprak di Feridun Zaimoglu e il contesto semasiologico (post-)coloniale, a firma del Prof. Pasquale Gallo dell'Universita` di Bari.



  • Agente di T.E.R.R.A. Larry Maddock - The Flying Saucer Gambit Ace Books, 1960 Un evidente caso di ur-ucronia all'incontrario, scoperto a una bancarella di libri usati.

    Hannibal Fortune ritorna sulla Terra nel 1966, duecento anni dopo che lui e la sua squadra hanno contribuito affinché un caporale còrso, certo Napoleone Bonaparte, diventasse imperatore di Francia. Hannibal è un agente del Reparto per la Ricostruzione e Riparazione dell'Equilibrio Temporale; un viaggiatore del tempo che vive nel 2572 ma che è di casa in svariati altri secoli. Nell'universo è in corso una lotta tra T.E.R.R.A. ed E.M.P.I.R.E. Quest'ultima organizzazione fa capo a Gregor Malik, tiranno del pianeta Bories, che per le sue malefatte si serve di quattordici luogotenenti ("boia") galattici...

    Per la sua forza visionaria, Maddock ricorda in qualche modo Philip K. Dick; la sua scrittura e i temi che affronta sono ugualmente off beat, solo che Maddock preferisce maggiormente i toni umoristici. Le particolarità simpatiche di The Flying Saucer Gambit consistono nella previsione, da parte dell'autore, di come sarebbero stati gli Anni Sessanta (anche in fatto di mode!) e nella rivisitazione, da parte del lettore, di quel decennio che in questo libro brilla con un'estetica à la Austin Powers - compresa una bella automobile sportiva marca Jaguar, alla cui guida l'agente-playboy Fortune fa sfacelo di belle ragazze (in particolare: una splendida mora di sangue Apache e una piccola rossa che crede nell'esistenza e nella bontà di fondo degli alieni e abita in una casa solitaria circondata da gatti). In stile e design, la "futuristica" tecnologia descritta dall'autore ricorda Il dormiglione di Woody Allen: dunque tra il naif e il kitsch. Ma non dimentichiamo che il romanzo è stato pubblicato nel 1960...

    L'organizzazione E.M.P.I.R.E. ama la logica astratta, perché tramite essa si può giustificare ogni tirannia; non può permettere un pensiero razionale che scandagli il fondamento degli archetipi e delle cosiddette "verità assolute". Perciò il periodo storico in corso sul pianeta Terra rappresenta un pericolo per il famigerato Malik & Co. Negli Anni Sessanta (come li prevede bravamente lo scrittore) abbiamo da una parte una forte critica sociale nelle democrazie occidentali, mentre dall'altra c'è il "vago razionalismo" dei paesi comunisti. Per questo Gregor Malik ha intenzione di usare l'apparecchio inventato dal professor Tomlinson, uno scienziato ingenuo che pensa di poter "guarire" l'umanità infondendo in ciascun individuo la convinzione che la felicità consiste non nel cercare di raggiungere nuovi obiettivi e di appropriarsi di nuovi beni, ma di accontentarsi di quel che già si ha. (Niente attivismo, niente disordini... e così anche lo spettro del '68 è esorcizzato!) Per il maligno Malik – nomen est omen! - ovviamente l'invenzione di Tomlinson è l'arma che gli consentirebbe di rendere gli uomini un ammasso di schiavi privi di volontà. E' proprio quest'arma che Hannibal Fortune deve trovare e distruggere, affinché il Pianeta Blu possa diventare un degno membro della Federazione Galattica.

    Fortune non è solo nella sua missione: come tutti gli agenti di T.E.R.R.A., è accompagnato da un simbionte, ovvero da un'entità capace di mutare forma a proprio piacimento. Il simbionte di Fortune si chiama Webley: un alieno irascibile che spesso si lascia andare a commenti ironici sui terrestri e sui loro strani usi e costumi (i riti amorosi in primis). Webley è un fido e utile compagno, una specie di genio della lampada, e al contempo Leporello, che ciascuno di noi vorrebbe - e dovrebbe - avere... Quest'ultimo personaggio suscitò così tante simpatie tra i lettori che Maddock scrisse in seguito una trilogia di racconti incentrata su di lui. Il titolo: Creatures Incorporated.

    Chi è Larry Maddock Vero nome: Jack Owen Jardine. Nato il 10 ottobre 1931. Lavorò per anni come disc jockey ai microfoni dell'emittente KALF (Arizona). Iniziò a scrivere fantascienza negli Anni Cinquanta, ottenendo successo con lo pseudonimo Larry Maddock grazie alla trilogia di romanzi sul suo agente di T.E.R.R.A. Hannibal Fortune (The Flying Saucer Gambit, The Golden Goddess Gambit , The Emerald Elephant Gambit). Altri lavori di successo: The Disembodied Man (il primo dei suoi quattro racconti brevi di SF, pubblicato nei primi Anni Cinquanta sul pulp magazine Imagination; gli altri tre sono quelli dedicati all' alieno-trasformista Webley e raccolti in Creatures Incorporated), la commedia erotico-fantascientifica The Nymph and the Satyr, il romanzo The Mind Monsters e la silloge di racconti gialli Unaccustomed as I Am to Public Dying, tutti a sfondo comico. Durante lo stesso periodo, usando i noms de plum Arthur Farmer e Harry Barsted, produsse una serie di romanzi erotico-psichedelici dai titoli Lesbo Lodge, il succitato The Nymph and the Satyr, Gay Divorcees, Malibu Nymphs, Love Me, Sin Ship, ecc. Dopo gli Anni Sessanta si concentrò sulla saggistica, scrivendo di sessualità e - naturalmente! - del sesso presente nelle opere di fantascienza. Approfondimenti qui. Ho una domanda ai lettori della homepage di Giampietro Stocco: qualcuno sa se i libri di Larry Maddock sono mai stati pubblicati in italiano? Ogni segnalazione è benvenuta!

    francobrain@yahoo.com



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