Le cronache ucroniche di Giampietro Stocco
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Astounding Quagliaspace

  • Roberto Quaglia è nato nel 1962 a Genova e probabilmente è una delle figure più iconoclaste della fantascienza italiana. Questo è almeno quanto dice di sé nella biografia che lui consiglia di consultare e che si trova sul suo sito, riassunta sotto il titolo di Spot biografico. Eccovela qui, così come lui stesso ce la propone:

    "Nel 1962 Roberto Quaglia venne a questo mondo non riuscendo più a tornare all'altro. Decise allora di ambientarsi. Dapprima crebbe, proteso verso le dimensioni e poi le forme attuali, senza trascurare di perdere tutti quei capelli che non gli occorrevano. Preso possesso dello spazio occupato da sé, affrontò il tempo che gli scorreva addosso. Come prodotto di scarto della sua permanenza spaziotemporale ritroviamo fumetti, fotografie di ricerca, spettacoli teatrali, carta scritta, video surreali e notevoli residui di residui organici. Fu però soltanto quando in troppi si misero soprattutto a leggerlo che si accorse di essere soprattutto uno scrittore che si era soprattutto convinto di esserlo. Da quel momento, coerentemente, ha soprattutto scritto, dimenticandosi, nei momenti più ossessivi, addirittura di vivere, riuscendo però a sopravvivere ugualmente. Nonostante sia ancora relativamente poco noto in Italia, Roberto Quaglia è oggi uno degli scrittori più originalmente iconoclasti in circolazione. I suoi numerosi scritti (quattro romanzi abbondanti, quaranta racconti, dieci commedie, due raccolte di saggi, ecc.), paradossalmente (ma non troppo...) pressoché inediti in Italia, sono invece tradotti in varie lingue, e pubblicati nei paesi cosiddetti stranieri in forti tirature e con notevole successo. In parecchi circoli letterari, i suoi testi sono sorprendentemente divenuti oggetto di culto. Sono noti anche numerosi casi nei quali ad essere costretto ad oggetto di culto, a furor di popolo, è stato lo stesso Roberto Quaglia. Il mistero continua...
    Fra parentesi , a cavallo tra gli anni 80 e 90 ha gestito la Panteca di Genova.
    Per i feticisti delle formalità, riportiamo che dal 1995 al 1997 è anche stato Consigliere Comunale a Genova, un'esperienza interessante anche da un punto di vista antropologico.
    Dal 2002 è vicepresidente dell'ESFS (European Science Fiction Society)
    Tutto ciò è solo un esempio".


    Roberto, tu ti definisci scrittore surrealista. Cos'è per te la fantascienza?

    Più che altro, un approccio mentale alle cose. E' un contenitore molto generico che racchiude pure moltissime cose che non mi interessano, ma gli altri contenitori contengono anche di peggio. Per certi versi, non sono neppure certo che la fantascienza esista... Ma dovendo scegliere un errore, preferisco credere di avere qualcosa a che fare con il mondo della fantascienza che con il mondo e basta. L'unica cosa certa è che il trucco della fantascienza mi ha permesso di conoscere un sacco di gente interessante, compresa una ragionevole quantità di ragazze belle ED intelligenti (il lettore non si illuda - queste cose avvengono più facilmente in altri paesi che dalle nostre parti) - quindi vita lunga alla fantascienza! Qualsiasi cosa essa sia.

    Tu sei stato amico di Robert Sheckley. Cosa ti ha colpito di più di lui?

    La sua prestanza sessuale. Scherzo. La risposta migliore è: l'originalità dei suoi punti di vista. Sheckley aveva una visione tutta sua rispetto a molte cose dove in genere semplicemente si copia l'opinione comune. Un bene preziosissimo.

    In questi mesi hai scritto un libro insieme a Ian Watson. Ce ne vuoi parlare?

    No. Un autore che parli di un proprio libro è come un pittore che faccia uno schizzo di un proprio dipinto - tanto non rende l'idea. Comunque il libro è già completo ed è in attesa di pubblicazione. Alcune storie contenute in questo libro sono già state individualmente pubblicate su una rivista americana, Weird Tales, ed in libro canadese, Lust for Life..

    Tu sei molto attivo nell'Est europeo: come mai hai scelto questa strada?

    Dato che scrivo libri mi sembra furbo andare dove c'è ancora gente che legge libri. Non solo. In quei paesi, dove la televisione ha iniziato a lavare i cervelli con decenni di ritardi rispetto a noi, la gente è ancora abbastanza esigente in tema di libri. Da noi svettano nelle classifiche di vendita i libri scritti dai personaggi televisivi, spesso con l'aiuto di qualcuno che sappia scrivere.

    La fantascienza nell'area balcanica e slava. Quali i temi e che differenze nello stile rispetto alla fs che noi conosciamo?

    Non lo so, a parte un paio di eccezioni, non l'ho mai letta. Anche perché è raramente stata tradotta in italiano.

    Qual è il tuo libro al quale sei più affezionato, e perché?

    Probabilmente "Pane, burro e paradossina", il primo libro che ho scritto. Perché? Perché è probabilmente il libro più inconsueto che ho scritto, fregandomene completamente del lettore. Un libro che piace a pochi, ma a quei pochi piace da impazzire. Tutti i libri andrebbero scritti fregandosene completamente dei lettori.

    E qual è il libro al quale senti di dovere di più nella tua formazione di scrittore?

    Probabilmente, Dimension of Miracles, di Robert Sheckley. Titolo italiano: il difficile ritorno del signor Carmody. E' un flusso di puro genio di quello migliore, del genere che non si prende sul serio. I critici trovano da ridire sulla trama del romanzo, ma non sono le trame ciò che rendono un libro grande - tutte le trame alla fine si assomigliano. E' la qualità delle idee ciò davvero conta, ciò che alla fine resta nella tua mente. Certo che se uno non capisce la grandezza delle idee, allora poi è logico che trovi a ridire sulla trama, soprattutto se questa non gli si presenta in una forma familiare. Quello che rende il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde un capolavoro non è la trama, ma l'incredibile quantità di idee geniali che esso contiene. Buona parte dei cosiddetti aforismi di Wilde sono semplicemente frasi tratte da quel libro. Un discorso analogo vale per Sheckley. Altri libri che hanno avuto grossa influenza sono Scambio Mentale ed Opzioni, entrambi dello stesso autore.

    Fantascienza in Italia: solo spine o anche rose?

    A che giovano poche rose avizzite quando sono sepolte in un mare di spine?

    Perché è così difficile far capire a un editore che la fantascienza non è letteratura per bambini?

    Immagino per lo stesso motivo per cui è difficile farlo capire ad un macellaio.

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