Le cronache ucroniche di Giampietro Stocco
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The best SF novels you'll never read - 2

  • Un'altra recensione di Stefano Trucco




  • Si presume che, da veri appassionati di SF, abbiate letto H.G.Wells. Se non avete letto La Guerra dei Mondi e La Macchina del Tempo, bè, dovreste vergognarvi. Se siete abbastanza seri avrete letto pure I Primi Uomini sulla Luna, L'Isola del Dottor Moreau e L'Uomo Invisibile. Per la prima volta uno scrittore di grande talento narrativo riesce a usare al meglio le nuove scoperte scientifiche per aprire nuovi scenari fantastici e creare buona parte dei principali topos fantascientifici. In seguito, però, Wells avrebbe scritto molto altro, altra fantascienza, romanzi realistici, storia, saggistica, giornalismo: sarebbe stato una presenza gigantesca nella cultura occidentale, anche quando avrebbe cominciato a perdere la bussola e a pontificare a ruota libera. Fra i suoi romanzi meno noti ve se sono tre che, in pratica, sono la stessa storia narrata progressivamente peggio. La trama: una grande guerra mondiale con nuove armi tecnologicamente avanzate provoca il crollo della civilta` come la conosciamo e porta alla creazione di uno stato mondiale scientifico. Il primo romanzo e` il migliore: The War in the Air (1908). In italiano lo trovate nei quattro volumi delle opere fantascientifiche di Wells pubblicate anni fa da Mursia; sulle bancarelle si puo`tuttavia trovare un tascabile Garzanti anni '60 con copertina di Guido Crepax. La Guerra nell'Aria descrive, intorno al 1920, una guerra mondiale combattuta con gigantesche flotte di dirigibili e alianti. La Germania Imperiale attacca gli Stati Uniti e distrugge New York; tutte le altre nazioni europee entrano in guerra finche` tutti sono attaccati dall'Impero Cino-Giapponese. Poiche` con le flotte nessuno puo` occupare i territori, nessuno riesce ad ottenere una supremazia definitiva. Finche` la struttura economica e sociale non crolla e si torna alla barbarie. Tutta la storia e` narrata dal punto di vista di Bert Smallways, un inglese qualsiasi che Wells descrive con palpabile disgusto, cosa che finisce per infastidire un po'. L'anonimo narratore pero` si colloca in un periodo futuro, una societa` pacifica e scientifica di cui non ci viene detto praticamente nulla. La nascita di questa societa` e` invece descritta in The World Set Free (1914), che in Italia trovate nell'edizione Mursia. Se nella Guerra nell'Aria le parti storico-saggistiche erano tenute sotto controllo e si inserivano perfettamente nella storia, qui cominciano a debordare, cosi` che interi capitoli si riducono a discussioni ideologiche e filosofiche. Ma comunque succede parecchio: Il Mondo Liberato descrive una guerra atomica nel 1953. Questo mondo del medio futuro e`, come dire, carinissimo, una visione edoardiana piena di dettagli bizzarri, specie nella splendida descrizione di Londra, dove macchine velocissime hanno scacciato i pedoni dalle strade costringendoli a camminare su tetti, ponti e passerelle che danno alla capitale un'aria veneziana. Le bombe atomiche non funzionano come le nostre: dato che continuano a bruciare in tempeste di fuoco per anni e anni. Ma sono sempre impressionanti come pure le battaglie aeree - di nuovo, tutte sbagliate, ma che importa. Dopo che tutte le capitali sono state distrutte, i capi di stato si riuniscono sul Lago di Como e creano uno stato mondiale che ci viene descritto negli ultimi noiosi capitoli. Qualsiasi equilibrio narrativo e` perso in The Shape of Things to Come (1933), mai tradotto in italiano. A quel punto Wells e` una autorita` mondiale e comincia a dare il peggio di sé: il libro e` scritto come un libro di storia ed e` saggistica al 90%. Peggio ancora pero` si rivela il messaggio, perché Wells a questo punto è diventato pessimista e crede che solo misure violente potessero salvare la situazione. Ammira Mussolini, Hitler, Stalin e soprattutto i loro metodi. Come unica condizione, gli piacerebbe che tali metodi fossero messi al servizio di una ideologia 'scientifica'. I dittatori del tempo ma anche Roosevelt e numerose altre figure del tempo sono i protagonisti dei capitoli iniziali in cui una guerra mondiale scoppia nel 1940 a causa del contrasto fra tedeschi e polacchi su Danzica. Quasi azzeccato, certo, ma tutto il resto e` sbagliato: dalla bomba atomica del romanzo del 1914 qui si regredisce ai gas, la grande ossessione degli anni 30. Nella realtà, poi durante l'intera Seconda Guerra Mondiale i soldati andarono in giro con maschere antigas che non usarono mai.. La Forma delle Cose a Venire (che titolo poi...) prosegue molto peggio, quando lo Stato Mondiale Scientifico impiega tutte le armi del totalitarismo e della scienza per salvare il mondo e stabilire una pace da cimitero. Come detto, un 'romanzo' sgradevole che pero`, curiosamente, produce l'unico film di fantascienza importante degli anni 30, realizzato in Inghilterra: 'Things to Come' (1936), di William Cameron Menzies, con Ralph Richardson e Raymond Massey. Un capolavoro di stile e immaginazione visiva, che modera gli aspetti peggiori del romanzo. Guerra mondiale che distrugge tutto, i resti della civilta` che tirano avanti fra le rovine di Londra, poi l'arrivo di gigantesche aeronavi da chissa` dove, poi avanti di un secolo, in un mondo scientifico in cui persone vestite come gli antichi romani lottano per mandare un'astronave verso le stelle. Retorico da morire, ma efficacissimo. In Italia venne distribuito dopo la guerra col titolo 'Nel 2000 guerra o pace?' con tutte le date cambiate ma, soprattutto, imperdonabile, le ingegnose sequenze di guerra futura sostituite da immagini di repertorio della Seconda Guerra Mondiale. Vale comunque la pena di approfondire.

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